Exibit #4

5+5 Riccardo_Attanasio

L’azione pittorica di Riccardo Attanasio è espressa attraverso l’essenza della linea continua. Partendo dai disegni su carta e utilizzando la penna a sfera nera traccia con decisione la linea coinvolgendo il suo stesso corpo nel gesto artistico come espressione sinuosa di una danza e il controllo degli impulsi creativi divengono sovrani e costituiscono i tratti essenziali e compositivi delle sue opere.

Il linguaggio ”Post_Stencilism” denominato dall’artista si allaccia alla sua precedente formazione propriamente legata alla street-art dove attraverso la bomboletta spray, con la sua facilità di emissione, difficilmente è possibile permettersi un errore durante l’esecuzione, ed ecco che maggiore concentrazione e sicurezza del gesto sono determinanti; lo stencil invece riproduce un’immagine ripetibile all’infinito senza variare la forma e soprattutto senza una possibile imperfezione. Unire l’esperienza diretta di writer con la logica esecutiva del gesto controllato e prodotto a mano libera concede il primato a Riccardo Attanasio di perfezionare un’estetica personalissima. La linea dei dipinti di Riccardo Attanasio si distende in superficie e si manifesta per quello che appare, potrebbe continuare a distendersi su qualsiasi supporto o materiale come per la calligrafia poiché appartiene all’istinto e all’esperienza comune. Il forte spessore espressivo della linea determina in alcuni tratti del dipinto il volume e la profondità dell’immagine alterando così l’impatto bidimensionale del dipinto. L’artista gioca molto sulla ricerca della terza dimensione e sull’appiattimento della bidimensionalità.

È la danza del polso assecondata dal respiro e dal movimento a governare il pennello e a tradurre il segno in un gesto calligrafico, dove l’errore stesso della linea è parte integrante dell’immagine e costituisce la sua esistenza poiché integrato attraverso l’inventiva dell’artista nella figurazione. I personaggi che affollano le tele di Riccardo Attanasio dispiegano la loro forma visibile nello spazio e nel tempo e come mediatore l’artista trasmette pulsioni interne nella sublimazione dell’invenzione. I tratti fisionomici vengono via via scavati ed eliminati fino a far emergere solo la luce interiore del corpo nella combinazione di esseri umani e animali estrinsecati in un groviglio lineare e al tempo stesso tormentati nella loro metafora che svela il proprio significato allusivo soltanto alla fine, si tende così a prolungare l’attenzione, a rimandare ad altri contesti : una sorta di puzzle che chi guarda deve completare da solo.

G.C.